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martedì 18 agosto 2026

COSA È SUCCESSO IL 10 AGOSTO A CERESOLE REALE?

 

È successo lunedì 10 agosto 2026. A Ceresole Reale. Il cielo offriva un po’ di nuvole a ristoro della calura di quest’estate insopportabile. A metà mattinata un consistente numero di persone si sono ritrovate nella piazza del Municipio. Lì si è svolta l’annuale commemorazione della ‘Battaglia di Ceresole’ del 1944 e del sacrificio del comandante Titala.

Battaglia che interessò l’intera Valle dell’Orco da fine luglio all’undici agosto 1944, periodo durante il quale le formazioni partigiane canavesane, soverchiate numericamente dalle forze della Repubblica Sociale Italiana unitamente a quelle tedesche, opposero una strenua resistenza alle forze guidate dalla Decima Mas che fallirono nel proposito di una rapida e brillante azione di immagine per la R.S.I.

In quel contesto il sacrificio del comandante Garibaldino Alpettese Goglio Battista ‘Titala’, Spartacus nome di battaglia, Medaglia d’argento al valor militare, che venne ucciso sotto la cima de La Merola, mentre cercava di proteggere i compagni dalle forze nemiche che tentassero di aggirare la resistenza partigiana provenendo dal vallone del Roc.

In quella sede il ricordo del raro esempio di battaglia di linea combattuta anche in alta quota, unica nel suo genere sulle montagne piemontesi durante la Guerra di Liberazione, è stato curato dal Presidente della sezione ANPI di Alpette, Evaristo Giardina, dal sindaco di Alpette, Pio Graziano Goglio, dal giornalista scrittore Guido Novaria e dal vicesindaco di Ceresole Reale, nonché presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Mauro Durbano.

Dopo la commemorazione e un breve trasferimento alla borgata Moies, con partecipazione altrettanto numerosa se non maggiore, si è passati all’inaugurazione ufficiale della bacheca con il pannello contenente brevi informazioni (tradotte anche in inglese) sulla battaglia di Ceresole, su Titala e sull’itinerario escursionistico del sentiero che porta alla Croce di Titala, sotto La Merola, dove fu ucciso il Comandante della 77° Brigata Garibaldi. Gli scritti sono corredati da fotografie d’epoca e dalla cartina riportante il percorso del sentiero.

In questo frangente si sono tenuti gli interventi di organizzatori e rappresentanti degli Enti Patrocinanti. A partire da quello di Marino Tarizzo, presidente della sezione ANPI di Pont Canavese e componente, con Evaristo Giardina e Riccardo Cerrano, del gruppo di lavoro che ha ideato e organizzato il progetto per conto delle sezioni ANPI dell’Alto Canavese (Alpette, Castellamonte, Cuorgnè, Favria-Oglianico-Rivarolo, Forno, Pont e Valperga-Pertusio). A seguire quello di Emanuele De Zuanne, appassionato Consigliere della Città Metropolitana di Torino, quello di Valentina Rizzi, una Vicepresidente Vicaria del Provinciale ANPI di Torino partecipe e forse persino un po’ emozionata, quello di Sonia Calderola, commossa Direttrice del PNGP, ancora quello del già citato Mauro Durbano per chiudere con quello di Riccardo Cerrano, in questa occasione quale portavoce delle sezioni Cuorgnè Forno Rivarolo del Club Alpino Italiano. A tutti gli Enti Patrocinanti va il ringraziamento dell’ANPI che perlomeno si raddoppia nei confronti del Comune di Ceresole Reale, sia per la fattiva collaborazione lungo i mesi di gestazione del progetto sia per il contributo fondamentale in beni e servizi.

A chiusura dell’inaugurazione, come se fosse stato preorganizzato, i partecipanti, numerosi e con fugaci occhi umidi, hanno persino accolto con accenni di ballo l’ascolto del ritmo di ‘Bella ciao’ nella struggente versione di Francesco Guccini.

Intanto s’era quasi fatto mezzodì e quel po’ di nuvole ancora attenuavano i raggi di Elio. A quell’ora un serpentone di bipedi variamente addobbati e colorati, zaino in spalla, si sono avviati lungo il ‘Sentiero Titala’ per raggiungere la Croce Titala. C’erano nonni e mamme, zie e bambini, indomabili camminatori nel ricordo del comandante Titala e per la Costituzione antifascista, che si sono inerpicati anche sull’ultimo breve tratto sconnesso per arrivare alla Croce. Dove, con i panini, sono comparse anche bottiglie di Bacco, mentre la scritta della lapide riprendeva colore da un pennarello, prima di un coro improvvisato e il ritorno a valle.

Il previsto temporale delle quindici non si è palesato. Tutto sommato ci si è volentieri accontentati del piccolo temporale interiore che ciascuno dei partecipanti ha provato per una giornata di memoria, di calore solidale, di resistenza e di immersione nella natura.

 




Qui sopra un piccolo assemblaggio di immagini di tutta la giornata.


 


 

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