martedì 28 aprile 2026

Brevi riflessioni a mente tiepida sul 25 aprile

È appena trascorso il 25 aprile e ancora siamo frastornati dal consueto (anche più del solito) coro di polemiche che strumentalmente si accendono per cercare di svilire, e a livello locale piegare a meri interessi di bottega elettorale, il significato di rinascita della Festa. L’anniversario della liberazione d'Italia, noto anche come festa della Liberazione, è una festa nazionale del calendario civile della Repubblica Italiana che si celebra ogni 25 aprile per commemorare la liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo, a coronamento della resistenza italiana al nazifascismo. La Legge 27 maggio 1949, n. 260 ha formalizzato il 25 aprile come festa nazionale stabile della liberazione dal fascismo. Punto. Non c’è altra motivazione nella legge istitutiva.

Ora, fatto salvo il dovuto rispetto per i defunti di tutte le guerre passate, è mistificante, oltreché storicamente errato qualsiasi tentativo di equiparare i martiri caduti per ridare la libertà al paese agli aguzzini morti del regime collaborazionista con la Germania nazista, la repubblica fascista di Salò. È una festa in cui si ricordano i martiri per la libertà, questi sì santi laici. Ancor più straniante che anche nel nostro paesino la celebrazione ufficiale non segua le redini delle strutture dell’unica autorità avente titolo a farlo, l’Amministrazione democraticamente eletta, con incomprensibili invasioni di campo a danno del conduttore prescelto, nel tentativo di dare un'evidente impronta paramilitaresca, dagli esiti peraltro bonviniani.

Parimenti è incomprensibile che all’ANPI, unitamente ad altre Associazioni, nello specifico, per organizzare una celebrazione concreta del 25 Aprile, quest’anno in data 24, sia stato richiesto un iter farraginoso e soprattutto oneroso per organizzare la distribuzione agli studenti di un fascicolo contenente i principi fondamentali della Costituzione, gli interventi di un giurista sulla Costituzione e un momento di riflessione con canti e poesie resistenti. Piano di sicurezza, polizza RCT, SCIA su portale ‘Impresa in un giorno’, il tutto condito da firme e trasmissioni esclusivamente digitali, come se ciò che si è organizzato non fosse un’operazione storico culturale civile bensì uno ‘spettacolo occasionale di una sagra paesana’. Cosa che, se pur fosse, peraltro appare pienamente dispensata da tale iter dalla norma ove la richiesta non si ponga quale ‘esercizio di attività imprenditoriale’.

Vorrà dire, posto che tutte le attività analoghe dovranno seguire lo stesso percorso, che da ora in poi vedremo crescere notevolmente il numero di pratiche dei SUAP di tutti i comuni sul portale https://www.impresainungiorno.gov.it/ che non si limiterà più a segnalare rifacimenti tettoie o licenze mercatali, ma comprenderà tutte le attività delle associazioni, così come ci è stato comunicato, con un percorso ulteriore per le richieste di somministrazioni alimenti. Di fatto queste modalità, vieppiù complicanti proceduralmente ed economicamente i costituzionali diritti di libera espressione del pensiero e di manifestazione, vanno ulteriormente ad incidere sulla partecipazione di cittadine e cittadini alla vita comunitaria, allargando se possibile il fossato tra i professionisti della politica, a partire da quella minuta quanto di rilevo amministrativa, e cittadine, cittadini e associazioni consapevoli e ‘colpevoli’ di agire una cittadinanza attiva.

                                                                    ANPI Sezione di Pont Canavese

                                            Il presidente Marino Tarizzo il vicepresidente Andrea Bacchini


Nessun commento:

Posta un commento