STORIA PONTESE per la guerra 1940/45

Diario degli avvenimenti 1944/45 in Pont Canavese
del reverendo Rossio Paolo
 
Tra la documentazione giacente presso l'ANPI di Pont è giunto fino a noi una sorta di diario dattiloscritto del Rossio Paolo datato 7 settembre 1945.
Naturalmente il documento sottolinea un carattere di volontà extra umana nel salvaguardare il paese di Pont da peggiori conseguenze, proprio del "core business" del ruolo dell'Autore. Tuttavia risulta un documento decisamente utile nel ricostruire gli avvenimenti degli ultimi due anni di guerra, pur se omette, almeno in un caso, un esame completo dei fatti. Si tratta del rastrellamento iniziato il 28 maggio 1944 che portò all'invio alla deportazione di un congruo numero di pontesi. In quel contesto non marginale fu il ruolo della direzione della Manifattura di Pont, probabilmente ricattata o costretta dai nazifascisti, la quale, mandando a dire ai lavoratori che tutto era tornato tranquillo, li convinse a rientrare al proprio posto di lavoro (tutti erano scappati per il rastrellamento). Al loro rientro furono convocati all'Ufficio centrale dove erano prontamente giunti tedeschi e collaborazionisti pronti a caricarli sui camion per trasferirli prima a Torino e poi in Germania. Un racconto di questi fatti più dettagliato lo trovate nella pagina Ex-deportati, al capitolo "La retata" di "Un po' di Memoria", a partire dalla pagina 32, e precisamente qui.
Noi comunque mettiamo a disposizione di tutti lo scritto di Rossio Paolo, così com'è. Lo trovate qui.
 
Siccome il documento, come avrete visto, risente del tempo trascorso e risulta di lettura impegnativa per il parziale corrompersi dei caratteri si stampa, anche in questo caso ve ne proponiamo l'ascolto in mp4, diviso in due parti. Precisiamo che la lettura è integrale e completamente rispettosa dello scritto, tranne che nella sostituzione del termine usato dal Rossio di "repubblicani", stante ad indicare i fascisti della Repubblica Sociale di Salò, con il più indicativo e storicamente usato di "repubblichini".
Buon ascolto.


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