lunedì 2 dicembre 2024
lunedì 18 novembre 2024
domenica 3 novembre 2024
mercoledì 30 ottobre 2024
sabato 28 settembre 2024
domenica 15 settembre 2024
mercoledì 31 luglio 2024
sabato 20 luglio 2024
Autonomia Differenziata significa differenziare ulteriormente i ricchi dai poveri.
"Con l'approvazione della legge sull'autonomia differenziata delle Regioni si colpisce al cuore la Repubblica una e indivisibile.
domenica 30 giugno 2024
giovedì 6 giugno 2024
lunedì 3 giugno 2024
sabato 25 maggio 2024
Piazza CADUTI della RESISTENZA a Pont Canavese
È stata protocollata in data odierna al n. 3796 dal Comune di Pont Canavese la richiesta della sezione di Pont dell'ANPI, corredata dalle firme di 69 cittadine e cittadini, di intitolare l'intera piazza del cimitero ai CADUTI della RESISTENZA. Proprio su quella piazza, sul muro esterno del cimitero, ancora sono visibili i segni delle pallottole con cui i fascisti fucilarono i partigiani Configliacco Bausano Giovanni di Pont Canavese e Gorlero Vittorio di Trino Vercellese.
sabato 18 maggio 2024
Elezioni amministrative comunali 8/9 giugno 2024
L'ANPI è un Ente Morale del Terzo Settore i cui aderenti in quanto tali non partecipano e non parteggiano a competizioni elettorali politico/amministrative.
In osservanza alle finalità del proprio Statuto ritengono doveroso sottolineare e richiedere, a tutte e tutti i candidati consiglieri e sindaci delle prossime elezioni amministrative comunali, l'importanza di una loro esplicita dichiarazione di piena adesione ai valori antifascisti fondanti la nostra Repubblica e a quelli della Carta Costituzionale nata dalla Resistenza.
Il Comitato di Sezione
dell'ANPI di Pont Canavese
giovedì 25 aprile 2024
79 anniversario della Liberazione, 25 aprile 2024
L’ANPI è riconosciuta come Associazione combattente. Lo è stata per liberare l’Italia dal nazifascismo affinché successivamente non ci fossero più guerre. Ma è un Ente Morale del Terzo Settore a cui non è propria alcuna retorica militaresca che anzi stigmatizza alzando la propria voce per il cessare i fuochi di ogni guerra, per la pace e per la piena applicazione del tradito articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra. Denunciando la follia di atti e dichiarazioni che parlano e preparano eventualità di partecipazioni dirette a nuove guerre con una leggerezza di incoscienza assoluta. L’appello dello scienziato Carlo Rovelli è il nostro: “Fermatevi, pazzi! State trascinando l'Europa in una guerra enorme, in una catastrofe colossale!” Intanto l’Italia dei ricchi inneggia alle sue grandi aziende produttrici di armi e aumenta le spese militari. All’ANPI non è consono mettersi sull’attenti, semmai laicamente ci inginocchiamo di fronte a tutte le vittime civili, di ogni parte, di ogni guerra. E qui è doveroso un ringraziamento a papa Francesco che, pur dovendo tenere a bada quel covo di diversamente infidi, non cessa quotidianamente di indicarci l’unica via: arrendersi alla pace. Qual è allora il compito di chi, come l’ANPI, riconosce la degenerazione apparentemente senza fine del pensiero e del fare che ogni giorno ci presenta la convivenza sociale?
Certamente è il compito di curare la memoria di chi ha combattuto per ridare pace e libertà al nostro paese, le donne e gli uomini partigiani, quelli che sono caduti e noi, qui, oggi, in particolare quelli pontesi. Anche se noi oggi, pur essendo qui, siamo anche a Milano. Ma, nel contesto in cui ci troviamo, basta far sventolare la bandiera a un corteo celebrativo per onorare la memoria? Certamente no e come ANPI di Pont cerchiamo di fare anche altro.
Come abbiamo fatto con la serata del 26 gennaio in adesione alla ricorrenza civile internazionale a ricordo delle vittime dell’olocausto, festività presente nella normativa italiana con la Legge 211 del 2.000, istituente il “Giorno della Memoria”. Che ricomprende, in senso universalistico la memoria dei 15 milioni, 15 milioni! di vittime e la condanna delle persecuzioni subite da interi popoli come da chiunque non aderisse all’ideologia nazifascista. Legge che si è scordata il sacrificio dei popoli romanì ma con menzione integrata a favore dei “giusti” che si adoperarono in aiuto dei perseguitati.
Come abbiamo fatto con l’allestimento di questo piccolo blog che mette a disposizione di tutte e di tutti i documenti storici che erano in possesso della sezione ANPI di Pont. Blog che inaugureremo oggi pomeriggio alle sedici presso la SOMS, che ringraziamo per l’ospitalità, e alla quale siete invitati.
Ma lo stesso statuto dell’ANPI, indicando il “fine di impedire il ritorno a qualsiasi forma di tirannia e di repressione” e di tutelare “il nome partigiano contro ogni forma di vilipendio e di speculazione”, chiamando all’agire indica che da sola la memoria non basta. E allora, di fronte allo scempio della legalità, al travisamento della storia, al silenzio di troppi pseudointellettuali compiacenti, occorre vigilare e reagire. Occorre denunciare che sempre meno viene rispettato il dettato dell’art. 2 della legge del “Giorno della Memoria”, che impone, in particolare alle scuole, momenti dedicati allo studio di come storicamente si è giunti al grande sterminio. E qui inserisco la nota non casuale che le stesse nostre scuole ricordano nel nome un grande antifascista nativo di Pont, il filosofo Piero Martinetti, uomo poco ricordato poiché senza padroni.
La storia è un susseguirsi continuo, non può esserne ammessa la strumentalizzazione di un segmento per inneggiare all’ideologia fascista. Che, va opportunamente ricordato, non è un’opinione, ma un crimine, come fece appena in tempo a ricordarci Giacomo Matteotti prima di venire ucciso. Delitto del quale, come ci ricorda Antonio Scurati nel suo discorso censurato che facciamo nostro, “Mussolini fu immediatamente informato” macchiandosi pure “dell'infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania”.
Certo c’è chi afferma che il fascismo è storicamente datato, che non è pensabile che si possa riproporre. Può darsi che la storia si ripeta solo in farsa, d’accordo.
Ma io chiedo. Come, se non leggi razziali e razziste possiamo chiamare quelle che non riconoscono come italiani le ragazze e i ragazzi nati, cresciuti e scolarizzati in Italia? Come, se non neocoloniali, possiamo intendere le sovvenzioni a paesi afromediterranei onde fungano da torturatori di persone in cerca di una vita degna, per non doverlo fare noi in prima persona o doverli lasciare affogare a pochi metri dalla riva?
Come possiamo chiamare la schiavitù nei luoghi di lavoro, non solo di immigrati nei campi o nell’edilizia, ma di schiere pure di autoctoni nelle grinfie di caporali gerarchi e cooperative? Senza parlare di chi sul lavoro no, non muore, bensì viene ucciso?
Come possiamo chiamare lo smantellamento della sanità pubblica a tutto favore degli oligarchi privati con la conseguenza che le fasce economicamente marginali di popolazione sono costrette a rinunciare a farsi curare?
Come possiamo chiamare le “leggi specialissime” che sgambettano la giustizia, imbavagliano la residua stampa libera, perseguitano gli attivisti che, senza scalfire le opere usate a cassa di risonanza, ci avvertono che la strada che percorriamo porta alla destinazione ecatombe ecologica, come possiamo chiamare i manganelli su chi dissente, magari studenti che esprimono vicinanza a un popolo che da settanta anni e più vive in regime di apartheid e vittima di un vero e proprio sterminio. Quei manganelli che per il Presidente Mattarella “sono un fallimento”?
Non lo si vuole chiamare fascismo? Bene, non è un problema semantico. Chiamiamolo pure Arturo, se preferite.
Grazie all’Italia civile, solidale, legalitaria e libera da vincoli di consorterie. In una parola: grazie e viva l’Italia antifascista.
giovedì 18 aprile 2024
domenica 28 gennaio 2024
Memoria e pace a Pont Canavese
Ideato dalla nostra sezione ANPI si è svolto nella serata del 26 gennaio 2024 presso la Sala Consiliare del Comune di Pont Canavese il reading "Suoni diversi di pace" dedicato al Giorno della Memoria 2024. Per quanto riguarda lo svolgimento della serata vi rimandiamo all'articolo e alle foto postate qui da ValleSoana.it che ringraziamo per l'attenzione.
Chi invece non ha visto o vuole rivedere il reading può farlo cliccando sulle seguenti immagini:
martedì 16 gennaio 2024
Giorno della Memoria 2024
"Solo quando la guerra sarà diventata un tabù ci sarà una speranza per l'umanità". So che è una frase rubata a Gino Strada, ma lui ne sarà felice.
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