Discorso celebrativo dell'ANPI Sezione di Pont
Buongiorno a tutte e tutti. Buongiorno al Presidente A.N.P.I. di Pont Canavese Dante Barinotto, quest'anno assente, che mi ha lasciato l'onore e l'onere di portare il saluto dell'Associazione Partigiani alla celebrazione del 74° anniversario della Liberazione e della fine della guerra. Onere impegnativo per assolvere il quale chiedo il sostegno morale di Marino Pilatone, qui al mio fianco, al lavoro come tutto il resto dell'anno per l'ANPI. Onere che cercherò di assolvere con una serie di saluti.
Intanto buongiorno a tutte le autorità presenti, civili, religiose e militari, buongiorno al sindaco di Pont e a tutte le donne e gli uomini dell'Amministrazione e della macchina Comunale, della Polizia Urbana con il loro comandante, alle donne e agli uomini delle scuole e dei luoghi che operano per la cultura, delle tante Associazioni Pontesi. Buongiorno al gruppo Alpini con le sue attività di pace. Buongiorno agli studenti, alla Filarmonica, al Coro Gran Paradiso e a tutti coloro di cui mi sono scordato.
Buongiorno e grazie alla partigiane e ai partigiani di Pont, è anche merito loro, insieme a tutti gli altri dell'intera nazione, se da 71 anni la nostra convivenza si regge su una Costituzione moderna e avanzata, sintesi delle grandi correnti di pensiero del mondo moderno, che ha restituito la libertà al nostro paese. Libertà e umanità, scriveva Norberto Bobbio. Buongiorno e grazie a tutto il popolo che sostenne l'opera dei partigiani (si stimano 30 persone per ogni partigiano). Insieme ai partigiani buongiorno ai deportati militari e civili in Germania che rifiutarono il ritorno in patria che sarebbe stato loro concesso con il patto orribile del loro arruolamento nella repubblica di Salò.
Buongiorno a chi coltiva la memoria. E a chi per propria convenienza la nasconde farfugliando anche di cose buone, portiamo un po' di memoria a casa loro.
È del 20.01.1926 la legge sulla stampa che metteva i giornali sotto tutela dell'autorità giudiziaria; del 3 aprile 1926 la proibizione dello sciopero e la messa fuorilegge dei sindacati non fascisti; del 6.11.1926 lo scioglimento di partiti e organizzazioni non fasciste.
Il Regio decreto 1848/26 istituì il confino per gli antifascisti; con il Regio decreto 1904/1926 si ebbe l'istituzione dell'OVRA, la polizia segreta fascista: la legge 2008/1926 istituì il Tribunale speciale per la difesa dello stato. Il quadro di queste leggi fu completato nel 1928 con una modifica della legge elettorale per la Camera dei deputati (legge 17 maggio 1928, n. 1019) che prevedeva una lista unica nazionale di 409 candidati scelti dal Gran Consiglio del Fascismo da sottoporre agli elettori per l'approvazione in blocco.
La guerra d'Etiopia, nota anche come guerra d'Abissinia o seconda guerra italo-etiopica, si svolse tra il 3 ottobre 1935 e il 5 maggio 1936. Prima, nel 1924, era già stato ucciso Matteotti, i fratelli Rosselli lo saranno nel 1937. E tutto ciò aprì la via alle leggi razziali e all'entrata nella seconda guerra mondiale.
Quindi buongiorno ancora ai nostri partigiani che circa 80 anni fa scelsero la parte giusta dove stare. Sì, la parte giusta. Cui solo facinorosi negazionisti cercano di equiparare quella sbagliata. Ma cos'è la parte giusta? Virgolette “Non mi sento dalla parte giusta. La parte giusta dove stare è ... un orizzonte da raggiungere. Insieme. Ma nella chiarezza e nel rispetto delle persone. Non mostrando i muscoli e accanendosi contro la fragilità degli altri” Queste sono parole di Luigi Ciotti tratte da “Lettera a un razzista del terzo millennio”
Buongiorno ai partigiani della pace. Ai partigiani della legalità. Buongiorno alle partigiane di 'Non una di meno' e a tutti coloro che resistono alle folate di vento medioevale. Buongiorno ai partigiani della solidarietà e dell'accoglienza, buongiorno a Chiesanuova e a Riace. Buongiorno ai partigiani della difesa del paesaggio, del suolo e del territorio, beni che dobbiamo restituire salvaguardati alle prossime generazioni difendendole dalla predatrice e nefasta ideologia estrattivista.
Buongiorno alle ragazze e ai ragazzi partigiani della Terra di Friday for future. Buongiorno alle vittime di mai sopite pulsioni nazionali e continentali antisemite, buongiorno ai partigiani palestinesi in lotta per la loro nazione, buongiorno ai partigiani di tutto il mondo, ai partigiani Mapuche in lotta per le loro terre, alle partigiane del Rojava decisive nel liberare le terre occupate dai terroristi del Daesh o Isis che dir si voglia, buongiorno a loro e a chi ha sostenuto la loro lotta.
Buongiorno ai poveri assoluti e relativi, in costante aumento di numero mentre nessuno osa neppure ipotizzare quella che dovrebbe essere una doverosa restituzione di quanto a loro è stato estratto/sottratto da parte di chi se ne è appropriato accatastando esponenzialmente accresciute e imperdonabili ricchezze.
Buongiorno a chi è privo di occupazione, a chi lavora privato di equo salario, privato di diritti e ricattato anche nel pensiero. Buongiorno ai partigiani della sanità pubblica gratuita e universale, ai partigiani della scuola pubblica laica, che cessi di fabbricare produttori e consumatori per tornare a formare persone in senso materiale, culturale e spirituale, buon giorno ai partigiani dei servizi pubblici, ai partigiani dei beni comuni, in una sola frase buongiorno ai partigiani della Costituzione della Repubblica Italiana del 1948 che lottano per la sua difesa e la sua effettiva applicazione. Attuazione che proprio in questo giorno è conseguente voler far partire dalla applicazione della XII Disposizione finale che vieta la ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma.
La formula retorica dei saluti che ho usato esprime tematiche inerenti a tutti noi che non possiamo, non dobbiamo trascurare, poiché “Chi vive veramente non può non essere cittadino, e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti” così scriveva Antonio Gramsci.
E concludendo voglio salutare proprio gli indifferenti con un pensiero del pastore luterano e teologo tedesco Martin Niemöller, carcerato da Hitler, pensiero ripreso da molti negli anni a seguire:
«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare».
Grazie a tutti, Viva la Liberazione, viva la Costituzione della Repubblica Italiana.
Per ANPI Pont Canavese
Marino Tarizzo
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